Quattro.

L'espansione militare.


24. L'appello alla crociata di Urbano secondo (1096) .

   Da: Robert Le Moine, Historia Hierosolymitana, in F. Gaeta-P.
Villani, Documenti e testimonianze, Principato, Milano, 1971.

 Le ragioni dell'invito alla crociata contro gli infedeli,
sollecitato da papa Urbano secondo durante il concilio di Clermont-
Ferrand (1095), furono soltanto apparentemente le violenze turche
in Terrasanta. Ma nell'ultima parte del discorso, riportato da un
cronista  del tempo, e probabilmente rielaborato, traspare il
reale motivo di fondo: le ormai anguste risorse della Francia per
la crescente rapacit dei feudatari.


   Popolo dei Franchi, popolo d'oltre i monti, popolo  -  come
riluce in molte delle vostre azioni  -  eletto ed amato da Dio,
distinto da tutte le nazioni sia per il sito del vostro paese che
per l'osservanza della fede cattolica e per l'onore prestato alla
Santa Chiesa, a voi si rivolge il nostro discorso e la nostra
esortazione.
   Vogliamo che voi sappiate quale lugubre motivo ci abbia
condotto nelle vostre terre, quale necessit vostra e di tutti i
fedeli ci abbia qui attratti. Da Gerusalemme e da Costantinopoli 
pervenuta e pi d'una volta  giunta a noi una dolorosa notizia: i
Persiani [cio i turchi, provenienti dal nord della Persia], gente
tanto diversa da noi, popolo affatto alieno da Dio, ha invaso le
terre di quei cristiani [la Palestina], le ha devastate col ferro,
con la rapina e col fuoco e ne ha in parte condotti prigionieri
gli abitanti nel proprio paese, parte ne ha uccisi con miserevole
strage, e le chiese di Dio o ha distrutte dalle fondamenta o ha
adibite al culto della propria religione. [...] Il regno dei Greci
 stato da loro gi tanto gravemente colpito e alienato dalle sue
consuetudini, che non pu essere attraversato con un viaggio di
due mesi. A chi dunque incombe l'onere di trarne vendetta e di
riconquistarlo, se non a voi cui pi che a tutte le altre genti
Dio concesse insigne gloria nelle armi, grandezza d'animo, agilit
di membra, potenza d'umiliare sino in fondo coloro che vi
resistono?.
   Vi muovano, e incitino gli animi vostri ad azioni virili, le
gesta dei vostri antenati, la probit e la grandezza del vostro re
Carlo Magno e di Ludovico suo figlio e degli altri vostri sovrani
che distrussero i regni dei pagani e ad essi allargarono i confini
della Chiesa. Soprattutto vi sproni il Santo Sepolcro del Signore
Salvatore nostro, ch' in mano d'una gente immonda, e i Luoghi
Santi, che ora sono da essa vergognosamente posseduti e
irriverentemente insozzati dalla sua immondezza [atrocit e colpe
infamanti commesse dai turchi]. [...] Non vi trattenga il pensiero
di alcuna propriet, nessuna cura delle cose domestiche, ch
questa terra che voi abitate, serrata d'ogni parte dal mare o da
gioghi montani,  fatta angusta dalla vostra moltitudine, n 
esuberante di ricchezza e appena somministra di che vivere a chi
la coltiva. Perci vi offendete e vi osteggiate a vicenda, vi fate
guerra e tanto spesso vi uccidete tra voi. Cessino dunque i vostri
odi intestini, tacciano le contese, si plachino le guerre e si
acquieti ogni dissenso ed ogni inimicizia. Prendete la via del
Santo Sepolcro, strappate quella terra a quella gente scellerata e
sottomettetela a voi: essa da Dio fu data in possessione ai figli
di Israele; come dice la Scrittura, in essa scorrono latte e
miele.
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